LA STEATOSI EPATICA: UPDATE IN TEMA DI TRATTAMENTO

Spesso scoperta casualmente in esami ecografici eseguiti per altre finalità o in seguito al riscontro di ipertransaminasemia, la steatosi epatica

non alcolica (Non Alcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD) rappresenta un problema sempre più emergente per la medicina generale.

Infatti la steatosi epatica non alcolica è presente in circa il 25% della popolazione generale adulta con una prevalenza che sale fino al 90%

dei soggetti obesi e al 70% dei pazienti diabetici.

 

Considerata in passato come una condizione benigna, in realtà la NAFLD costituisce una condizione metabolica cronica con significativo impatto sulla mortalità per cause epatiche e cardiovascolari.(Musso et al. Annals of Medicine,2011).

Infatti la NAFLD può assumere un decorso evolutivo progredendo attraverso una fase infiammatoria definita steatoepatite non alcolica

(Non Alcoholic Steato-Hepatitis, NASH) fino alla fibrosi, alla cirrosi e all'epatocarcinoma. Inoltre recenti studi epidemiologici mostrano che

i soggetti con NAFLD hanno un aumentato rischio di sviluppare eventi cardiovascolari rispetto alla popolazione generale (Musso et al. Annals

of Medicine, 2011). È stato dimostrato che i soggetti con NAFLD hanno un aumentato rischio di sviluppare diabete, sindrome metabolica,

ipertensione, ridotta tolleranza al glucosio, insulino-resistenza e dislipidemia (Framingham Heart Study (n=2589), Hepatology 2010)

In considerazione dell'elevata prevalenza del "fegato grasso" nella popolazione generale, la gestione della NAFLD coinvolge sempre di più

il Medico di Medicina Generale (MMG), che ha certamente una funzione determinante per il successo delle strategie finalizzate a contrastare lo sviluppo e la progressione di questa patologia.

 

Infatti, il MMG ha l'opportunità di intervenire in prima persona sui principali determinanti di malattia: identificando i pazienti affetti da steatosi epatica, ottimizzando con misure di natura sia non-farmacologica che farmacologica il trattamento (per intervenire sui fattori che possono far regredire o progredire questa patologia), individuando i pazienti più a rischio di NASH e collaborando attivamente con lo specialista in corso di follow-up di questi pazienti.

 

Appuntamento il 30 Gennaio 2014 ore 20:00

presso il Convitto della Calza, Piazza della Calza 6, Firenze

 

 

Programma del corso