La prevenzione dei rischi da esposizione alla radiazione ultravioletta:
i risultati della collaborazione ISS-AIMEF


Il workshop svoltosi all'ISS il 18-1-2006 sui rischi dell'esposizione solare e rapporto diretto con i Tumori cutanei ha visto coinvolte le istituzioni Dermatologiche i Medici di Famiglia e l'Istituto Superiore di Sanità


Nell'ambito del Progetto Nazionale di Prevenzione dei rischi da esposizione alla Radiazione Ultravioletta (RUV) del Ministero della Salute, Direzione Generale della Prevenzione, la cui realizzazione è stata affidata all'Istituto Superiore di Sanità (2002), è nata e cresciuta una collaborazione molto proficua fra lo stesso ISS e l'Associazione Italiana dei Medici di Famiglia (AIMEF).
Per quanto attiene la formazione e l'aggiornamento in Medicina di Famiglia, l'AIMEF ha realizzato ECM specifici sulla prevenzione dei tumori cutanei. Il materiale informativo e didattico dei corsi è stato utilizzato per la preparazione del volume “La prevenzione dei tumori cutanei e il loro riconoscimento precoce”, edito da Passoni.
Come è ampiamente dimostrato dai fatti e sostenuto da prestigiose società scientifiche nazionali e internazionali, il Medico di Famiglia, in ragione della sua presenza capillare sul territorio e dello speciale rapporto umano-professionale con i cittadini, svolge e deve svolgere un ruolo determinante nella prevenzione dei rischi e nella limitazione dei danni.
Nel campo della prevenzione dei tumori cutanei, il Medico di Famiglia è un anello fondamentale (spesso non adeguatamente sostenuto e valorizzato) della “filiera sanitaria” a presidio della salute dei cittadini italiani. Il suo coinvolgimento nella prevenzione dei danni da eccessiva esposizione alla RUV produce, fra l'altro, due effetti positivi: a) la riduzione dei costi umani (sofferenze); b) una maggiore efficienza del sistema sanitario e di conseguenza la riduzione dei costi sociali.

Anche per dimostrare che queste considerazioni non sono una mera operazione di facciata da spendere nei convegni senza successiva verifica, è stata realizzata un'indagine conoscitiva AIMEF-ISS mediante un questionario distribuito e raccolto da noi Medici di Famiglia, finalizzata a “fotografare” le abitudini dei cittadini italiani nell'esposizione alla RUV solare o da sorgenti artificiali.
La scheda di raccolta dati è stata realizzata in modo intuitivo e semplice, lasciando spazio alle risposte spontanee, affinché si potesse realizzare una interazione costruttiva tra cittadini, medici di famiglia e istituzioni, in linea con la possibilità di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte in Sanità. Ovviamente questo ultimo aspetto va privilegiato nel momento in cui si reperiranno fondi pubblici tali da poter finanziare un progetto “ad hoc” che coinvolga i cittadini secondo il PNLG 10 (Piano Nazionale Linee Guida ): “partecipare alle scelte di salute pubblica è un diritto oltre che un dovere del cittadino”.
I dati ottenuti nell'indagine, in particolare quelli relativi ai comportamenti a rischio, permetteranno fra l'altro di “sintonizzare” al meglio i programmi di informazione ed educazione sanitaria, volti alla prevenzione dei rischi da esposizione alla RUV, in particolare dei tumori cutanei.
Molto interessanti i concetti sviluppati dal prof. Stefano Calvieri Direttore della Clinica Dermatologica dell'Università degli Studi di Roma “La Sapienza“: I recenti sviluppi della ricerca dermatologica “NEL DIFFERENZIAMENTO DI CHERATINOCITI UMANI IN COLTURA “ e il ruolo del supporto in questo differenziamento sono direttamente collegati con la cute fotodanneggiata e quindi con i tumori cutanei. In conclusione il decorso clinico di un tumore potrebbe essere già determinato dai primi stadi di malignità.

Altrettanto interessanti i concetti sviluppati dal dr. Giovanni Leone Responsabile Servizio di Fototerapia Istituto Dermatologico San Gallicano - IRCCS - Roma Task Force “Sun Protection Measurement” COLIPA diretto dal prof. Mauro Picardo: il “CAPITALE-SOLE” determinato alla nascita e differente per ogni individuo (fototipo) va opportunamente e coscientemente gestito. Sin dai primi anni di vita bisogna imparare a spenderlo in modo adeguato, dato l'allungamento della vita e le esposizioni intermittenti ed intense .
Altri dati sono pubblicati sul sito www.iss.it alla voce comunicato stampa.