PRESENTAZIONE MATERIALE DIDATTICO CORSO UNIVERSITA' TORINO



A tutti gli iscritti AIMEF ed ai gentili visitatori,

con mia grande soddisfazione, nel mese di luglio, sono stato invitato dalla Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell' Università degli Studi di Torino. E' stata un'esperienza molto stimolante, che mi ha permesso di esporre il punto di vista del medico di famiglia su un argomento molto delicato e controverso che riguarda la nostra vita e la nostra professione quotidiana. L'osservazione di base è che sinora, la violenza domestica è stata sempre considerata un fenomeno circoscritto alle fasce sociali più deboli e maggiormente disadattate (senza casa, tossicodipendenti, prostitute, ecc.).
I dati della letteratura e le osservazioni quotidiane fanno invece sospettare che il fenomeno della violenza domestica stia assumendo una collocazione assai più inquietante, cioè si sta estendendo in modo trasversale, interessando fasce sociali ed ambienti sinora mai considerati. Non si può più considerare il problema come relegato alle periferie delle grandi città, infatti, le notizie degli abusi domestici e degli episodi violenti, sono segnalati anche nelle cittadine di provincia, nelle aree urbane e nelle aree sub urbane. La violenza sta diventando oggi una delle manifestazioni più evidenti di disagio personale e sociale che può interessare ognuno di noi in qualunque circostanza ed in qualunque momento. Molto probabilmente esistono condizioni personali e sociali che facilitano queste manifestazioni, tuttavia, se la genesi del fenomeno è controversa, è importante effettuare una riflessione. Il fenomeno è caratterizzato da un sommerso molto rilevante (oltre il 90% degli episodi non sono denunciati) probabilmente a causa di un diffuso sentimento di pudore che circonda questi episodi. Il medico di famiglia che ha nel rapporto medico-paziente il principale alleato, è la figura istituzionale che può adeguatamente evidenziare il fenomeno fra i propri assistiti (maschi e femmine). Le ricadute del fenomeno a breve termine possono essere adeguatamente diagnosticate e trattate nei servizi specialistici (Centri antiviolenza), ma le ricadute a lunga distanza (depressione, disturbi comportamento alimentare, stati d'ansia generalizzati) non sono mai adeguatamente considerate. Il medico di famiglia che si “prende cura” dei propri assistiti, può interrompere il ciclo della violenza e cercare di ridare serenità a queste pazienti frequentemente in difficoltà.
Con grande piacere, metto quindi a disposizione di tutti, almeno una piccola parte del materiale che ho raccolto in questi mesi si questo argomento. Ho cercato di non segnalare solo ed esclusivamente il materiale di provenienza anglosassone (per la verità assai ricco e completo) ed ho pertanto inserito le informazioni provenienti dalla Commissione Europea.
Spero di esservi stato d'aiuto.

Un cordiale saluto ed un ringraziamento a tutti Voi per l'opportunità che mi è stata offerta.

Dr. Giovanni Filocamo
Responsabile Nazionale Dip. Neuroscienze

 

Indice dei contributi:
1. Raccomandazioni della commissione europea sulla procedura di svolgimento delle autopsie.
2. Rapporto WHO del 2002 sulla Violenza domestica.
3. Testo dell'Articolo 609 del nostro CP sugli abusi sessuali.
4. Breve resoconto su cui riflettere che suggerisce alcune norme da seguire nell'esame della scena del crimine. Questo contributo, che ha maggiore rilevanza in sede medico legale, ci permette una riflessione per comprendere le difficoltà operative dei medici sul campo.
5. Testo che descrive il risultato dell'indagine ISTAT effettuata in Italia.
6. Questo contributo della medicina veterinaria, nello studio delle ferita da arma da fuoco è un utile contributo didattico su cui riflettere.
7. Rapporto WHO che suggerisce le procedure operative da seguire nei casi di violenza domestica. Rappresenta un indispensabile contributo operativo su cui riflettere per poter adattare i suggerimenti alla pratica clinica.
8. Suggerimenti dell'Istituto Superiore di Sanità sulle procedure di screening nella pratica clinica.
9. Il ministero della Giustizia Americano, ha sintetizzato in poche pagine, le aree di miglioramento da perseguire nella procedure medico-legali.
10. Utile Form per la raccolta dei dati nei casi di violenza domestica.